
Tra le voci di spesa che permettono di alleggerire l'imposta IRPEF nel Modello 730 rientrano anche i costi sostenuti per la cura e la salute dei nostri amici a quattro zampe (e non solo). Lo Stato riconosce infatti una detrazione fiscale del 19% per le spese veterinarie, ma il diritto al bonus è subordinato a precise regole di tracciabilità e alla corretta detenzione dell'animale.
Di seguito facciamo chiarezza su quali animali danno diritto all'agevolazione, l'obbligo dei pagamenti e i casi specifici in cui i dati non si trovano nella dichiarazione precompilata.
Chi può richiedere la detrazione?
L'agevolazione fiscale spetta ai privati cittadini (persone fisiche) che sostengono le spese per la cura di animali che corrispondono a due requisiti fondamentali stabiliti dal DM 289 del 06/06/2001:
- Gli animali devono essere legalmente detenuti.
- La detenzione deve essere a scopo di compagnia o per la pratica sportiva.
Nota bene: Sono tassativamente escluse dalla detrazione le spese sostenute per la cura di animali destinati all'allevamento, al commercio o alle attività agricole.

L'obbligo assoluto di tracciabilità
A differenza di quanto previsto per alcune spese sanitarie umane (come l'acquisto di farmaci in farmacia), per le spese veterinarie vige la regola rigorosa della tracciabilità.
Le spese veterinarie sono detraibili nella dichiarazione dei redditi solo se pagate con modalità tracciata (bancomat, carte di credito/debito, bonifici, ecc.). I pagamenti effettuati in contanti non danno in alcun modo diritto alla detrazione del 19%.
Quali spese non si trovano nel 730 precompilato?
Molti contribuenti si affidano alla dichiarazione precompilata dall'Agenzia delle Entrate, dove molte spese sanitarie appaiono in automatico grazie all'invio dei dati al Sistema Tessera Sanitaria (TS). Tuttavia, per il settore veterinario esistono vistose eccezioni.
Non sono presenti nella precompilata (e richiedono quindi l'inserimento manuale e la presentazione dei documenti originali al CAF o al professionista) le seguenti spese:
- Prestazioni presso strutture societarie (STP, Srl): Le spese pagate a strutture medico-veterinarie organizzate in forma giuridica di società (come le Società tra Professionisti o le Srl). L'unica eccezione si verifica se il veterinario, in qualità di legale rappresentante, ha provvedute a inviarle volontariamente con le proprie credenziali personali.
- Acquisti presso grossisti e pet-store: Le somme spese per l'acquisto di medicinali veterinari senza obbligo di prescrizione presso grossisti autorizzati alla vendita diretta al pubblico, oppure gli acquisti di antiparassitari e disinfestanti effettuati presso i pet-store e altri negozi specializzati.
- Cliniche, ospedali e laboratori di analisi: Le prestazioni erogate da cliniche veterinarie, ospedali veterinari e laboratori di analisi veterinarie autonomi, in quanto per queste strutture non è attualmente in vigore l'obbligo di trasmissione automatica dei dati al Sistema TS.

Cosa fare per non perdere il diritto al bonus?
Per poter riscattare la detrazione di queste ultime spese “invisibili” al fisco, il contribuente deve tassativamente richiedere e conservare:
- La fattura o la ricevuta fiscale cartacea della prestazione o dell'acquisto.
- La ricevuta del pagamento tracciabile (ricevuta POS o estratto conto) da allegare al documento di spesa, a dimostrazione che non sia stato utilizzato il contante.

