
Con l'apertura della stagione della dichiarazione dei redditi, una delle voci più importanti per ridurre l'imposta IRPEF dovuta (o aumentare il proprio rimborso in busta paga) riguarda i costi legati all'abitazione. Tra questi, la detrazione per il canone di locazione rappresenta un'agevolazione fondamentale per chi vive in un immobile in affitto utilizzandolo come abitazione principale.
L'importo che è possibile recuperare non è fisso, ma varia sensibilmente in base a quattro fattori chiave: la tipologia di contratto stipulato, il reddito complessivo del contribuente, l'età dell'inquilino e l'eventuale qualifica di lavoratore trasferito.
Di seguito analizziamo nel dettaglio tutte le casistiche previste dalla normativa attuale.
1. Contratti a canone libero (4+4)
Per i contratti di locazione stipulati ai sensi della Legge 431/98 (i classici contratti “liberi” della durata di 4 anni più 4), l'agevolazione fiscale è legata a due precise fasce di reddito:
- Fino a 15.493,71 euro di reddito complessivo: spetta una detrazione forfettaria di 300 euro.
- Da 15.493,72 euro a 30.887,41 euro: lo sconto fiscale scende a 150 euro.
Nota bene: Per avere diritto al bonus, l'immobile deve essere adibito ad abitazione principale e l'importo spettante va rapportato al numero di giorni in cui la casa è stata effettivamente utilizzata come tale durante l'anno fiscale.
2. Contratti a canone concordato (3+2)
Se il contratto d'affitto rientra nella tipologia del “canone concordato” (patti territoriali agevolati, solitamente della durata di 3 anni più 2) lo Stato riconosce un vantaggio fiscale nettamente superiore:
- Fino a 15.493,71 euro di reddito complessivo: spetta una detrazione di 495,80 euro.
- Da 15.493,72 euro a 30.987,41: lo sconto fiscale è pari a 247,90 euro.

3. Il Super Bonus per i giovani Under 31
Una misura di forte sostegno è risarvata ai giovani di età compresa tra i 20 e i 30 anni (l'agevolazione decade al compimento del 31° anno di età) che decidono di andare a vivere da soli.
Per i primi 4 anni di vigenza del contratto, a questi ultimi spetta una detrazione pari al 20% del canone di locazione annuo, fino a un valore massimo di 2.000 euro (e con un minimo garantito di 991,60 euro).
I requisiti stringenti da rispettare per accedere a questa misura sono:
- Reddito complessivo annuo non superiore a 15.493,71 euro.
- Contratto di locazione regolarmente registrato presso l'Agenzia delle Entrate.
- L'immobile deve essere diverso dall'abitazione principale dei genitori.
4. Agevolazione per i lavoratori trasferiti
Chi è costretto a cambiare città per motivi di lavoro può contare su una detrazione specifica per i primi 3 anni dal trasferimento della residenza. L'agevolazione si applica se la nuova residenza si trova nel comune di lavoro (o in quelli limitrofi), a più di 100km di distanza dal precedente comune e, in ogni caso, fuori dalla propria regione di provenienza.
In questo caso, i limiti legati al reddito prevedono:
- Una detrazione di 991,60 euro per chi dichiara un reddito massimo di 15.493,71 euro.
- Una detrazione di 495,80 euro per chi dichiara un reddito compreso tra 15.493,72 euro e il limite massimo di 30.987,41 euro.
Cosa serve per richiedere la detrazione?
Per beneficiare di questi sconti d'imposta all'interno del Modello 730 è necessario consegnare al CAF o al proprio professionista di fiducia la documentazione idonea:
- Copia del contratto di locazione regolarmente registrato.
- Ricevuta di avvenuta registrazione del contratto (o documentazione della cedolare secca).
- Autocertificazione in cui si attesta che l'immobile è utilizzato come abitazione principale.
- Certificazione Unica (CU) o documentazione dei redditi per verificare lo scaglione di appartenenza.


